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Formazione ESG: la leva invisibile che trasforma i dipendenti nei protagonisti di domani

  • Alberto Lazizzera
  • 20 ago 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 8 set 2025


La sostenibilità non si realizza nei CdA né nei report annuali, ma nelle scelte quotidiane di chi lavora in azienda. Un piano Net Zero, una policy di diversity o una strategia di supply chain responsabile hanno senso solo se i collaboratori capiscono cosa significhino per il loro lavoro e se dispongono degli strumenti per tradurli in azione.


La formazione ESG è una leva strategica spesso sottovalutata ma decisiva: abilita l’esecuzione, riduce rischi operativi e apre spazi di innovazione.


Gruppi globali lo hanno già compreso: LVMH punta a formare tutto il personale entro il 2026, BBVA ha già coinvolto oltre 100.000 dipendenti e 15.000 manager in percorsi ESG avanzati.


Il messaggio è chiaro: senza formazione, gli impegni restano sulla carta.


Perché la formazione ESG è un fattore critico di successo


1. Allineamento strategico e culturale

Ogni funzione ha impatti ESG, diretti o indiretti. La formazione crea un linguaggio comune che connette obiettivi di sostenibilità e processi aziendali. Un buyer consapevole valuterà la supply chain con criteri ESG, un commerciale eviterà claim ingannevoli, un tecnico collegherà il proprio ruolo alla carbon footprint complessiva. L’effetto è duplice: coerenza interna e maggiore accountability.


2. Riduzione dei rischi e compliance proattiva

Molti rischi ESG nascono da decisioni locali, spesso invisibili ai vertici. Un contratto senza due diligence, una campagna marketing mal calibrata, un impianto non conforme alle nuove normative. Formare le persone significa trasformarle in sensori di rischio distribuiti: capaci di riconoscere criticità prima che diventino crisi. Ciò vale tanto per evitare sanzioni quanto per ridurre il rischio reputazionale di accuse di greenwashing.


3. Innovazione diffusa e competitività

La formazione non è solo prevenzione: è abilitazione. R&D formata su eco-design sviluppa prodotti più competitivi, logistica consapevole sperimenta nuove soluzioni di mobilità sostenibile, HR formate su DEI ripensano i modelli organizzativi. In molte aziende, i progetti più innovativi nascono da green team interni o hackathon ispirati proprio da percorsi formativi.


4. Engagement e retention dei talenti

Le nuove generazioni scelgono aziende in base alla coerenza tra valori dichiarati e comportamenti concreti. Offrire percorsi ESG significa rafforzare l’employer branding e dimostrare una visione di lungo periodo. Le persone formate sviluppano orgoglio di appartenenza e diventano più fedeli all’organizzazione: un effetto che impatta direttamente su retention e motivazione.


5. Reputazione e credibilità autentica

Il vero volto della sostenibilità di un’impresa non è nelle brochure, ma nelle parole e nei gesti quotidiani dei dipendenti. Un’organizzazione che investe in formazione riduce drasticamente il rischio di incoerenze e greenwashing. Ogni collaboratore diventa così ambasciatore credibile: verso clienti, fornitori e comunità.


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Come progettare programmi di formazione ESG efficaci


Un piano formativo efficace deve essere più di un “tick-the-box”. Le esperienze di chi guida la trasformazione mostrano alcuni elementi chiave:


  • Allineamento strategico: i contenuti devono riflettere gli obiettivi ESG dell’azienda, non moduli generici.

  • Leadership visibile: se il CEO apre il primo training, il messaggio è chiaro.

  • Percorsi differenziati: base per tutti, specialistici per funzioni critiche e manager.

  • Metodi interattivi: simulazioni, casi reali, challenge aziendali.

  • Continuità: formazione integrata in onboarding, performance review e sviluppo carriera.

  • KPI evoluti: non solo ore di training, ma misurazione di comportamenti cambiati e progetti attivati.

  • Sustainability leaders: ambasciatori interni che diffondono cultura ESG oltre i corsi.


La sezione academy all'interno di Operia nasce quindi con questo obiettivo specifico: formare più persone possibili trattando la sostenibilità in maniera concreta e come una materia applicata, per impattare direttamente le persone coinvolte.


Dalla conoscenza all’azione collettiva


La formazione ESG non è un accessorio, ma un abilitatore strategico. È il collante che unisce strategia e operatività, obiettivi e comportamenti, dichiarazioni e credibilità.


In un mercato dove la differenza si gioca sulla capacità di execution, un’organizzazione che forma i propri collaboratori trasforma la sostenibilità in un vantaggio competitivo reale: i dipendenti non sono più spettatori, ma protagonisti.




? FAQ – Formazione ESG in azienda


1. Che cosa si intende per formazione ESG?

È un insieme di programmi di apprendimento che aiutano dipendenti e manager a comprendere i principi ESG e a tradurli in decisioni operative e comportamenti quotidiani.

2. Perché la formazione ESG è importante per le aziende?

Perché consente di allineare cultura e strategia, ridurre i rischi di non compliance, stimolare innovazione diffusa e rafforzare la reputazione aziendale.

3. Come si misura l’impatto della formazione ESG?

Oltre al numero di ore erogate, è utile monitorare indicatori qualitativi: cambiamenti nei comportamenti, nuove iniziative nate dai team, riduzione di errori legati a rischi ESG.

4. Chi dovrebbe partecipare ai programmi ESG?

Tutti i dipendenti dovrebbero ricevere una formazione di base, mentre manager, buyer, tecnici e funzioni strategiche necessitano di percorsi mirati e più approfonditi.

5. Quali sono gli errori più comuni nella formazione ESG?

Proporre contenuti troppo generici, non prevedere continuità nel tempo, escludere i manager intermedi e non integrare i programmi con i processi HR e i sistemi premianti.


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